Scrivo
perché sono l’animale.
Per gli esseri terribili
rifugiatisi in me che aprono la carne
e leccano le ferite delle proprie orme.
Recupero l’istinto
quando scappo
stordito
nei vapori dell’assedio.
Apro il muso per dire il suo nome
e marcare il mio territorio
sulla lingua
perché lì
anche sulla terra che si dice
ci sono cose che si rompono:
parole con cui sto in agguato
abbandono
e torno senza artigli a scolpire
la punta dioica delle mie frecce.
*
Estuvimos en el mar
un día de siglos bajo el agua.
Dios nos arrancó
casi espinas las escamas
y
nadamos a la par con los delfines.
Dijimos
como Dios
y la voz se hizo: aparecieron
otras formas en las algas.
Otros muestran en la pared
nuestra nostalgia:
una vez
fuimos
el agua.
*
Siamo stati nel mare
un giorno di secoli sott’acqua.
Dio ci ha strappato
quasi spine le squame
e abbiamo nuotato insieme ai delfini.
Abbiamo detto
come Dio
e si è fatta la voce: sono apparse
altre forme tra le alghe.
Altri mostrano sul muro
la nostra nostalgia:
una volta
siamo stati
l’acqua.
*
Dios nos creó animales
para reconocer el mundo.
Sabe a qué huele la sal
cuando pasa por mi lengua
el sabor de la tristeza.
La nostalgia del mar
le viene del recuerdo
azul
pintado
en otros.
*
Dio ci ha creati animali
per riconoscere il mondo.
Sa che odore ha il sale
quando passa sulla lingua
il sapore di tristezza.
La nostalgia del mare
gli viene dal ricordo
azzurro
dipinto
negli altri.